|
e
potessi vagare di mio, oggi, tra le vestigia del tuo
cuore, radunerei sul quel suolo le orme sparpagliate
dai venti, per edificarne nel punto più alto, a nude
mani, eterne legioni a difesa della tua Anima e del
suo
Canto.
Raccoglierei i rami sfioriti, in quanto scordati, e
ricongiungendoli comporrei nuove foreste
d'innumerevoli colori e forme, facendo scegliere a
te il
loro nuovo nome.
Assorbirei le acque ferme, praticando arditi varchi
in armonia con le rive, affinché, defluendo, si
purifichino al fiume della tua Anima, così meravigliosa,
così
impetuosa.
In quella rigogliosa terra, bonificherei le zolle
più turbate, e così risanate vi seminerei nuovi
fiori. A te donerei nuove essenze, nuovi
inebrianti fragori.
Canterei con voce pacata, che sospinta dai venti
t'addormenterebbe serena. Lì, veglierei sino all'alba
per risvegliarti e porgerti lo scettro quale sovrana dei tre
nuovi mondi.
|