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nnamorato,
si flette lo stelo alla foglia, divenendo anch'esso,
in mimica perfetta, dono a questo cielo. S'inarca la
foglia, sorretta dal vento, porgendo brezza di labbra quale soglia d'altri mondi.
Velieri tra le onde nell'attimo si sfiorano, si
toccano le loro bocche aperte nel circoscritto
vuoto. Fuggite alla faretra come frecce
s'allontanano, improvvise come corde d'archi ritornano, eludendo,
dei boschi, i malevoli guardiani. Questi, ingannevoli come le
apparenze, come la sorte, sono muschi accorati che spiano quei rami,
e ponendo
maleducate orecchie al suolo ne predicono la fine,
l'inevitabil morte.
Sui rami, in quell'abbraccio, svanendo ai più, a me
riappare quel bacio. Foglia e stelo si torcono, si
chinano, si muovono in un cono di luce... Sulle loro
labbra, si deposita la rugiada del giorno, infine
quieta, s'abbevera a quella pura fonte l'anima del
bosco.
Ma... Osservati da lontano, per la vorace
processionaria quella è solo una foglia... Solo una
foglia tremula, appetibile, in balia d'un lieve
vento.
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