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erché vogliono distruggere le nostre ali,
sconoscendone la meta e il volo? Quale corretta
morale impedisce ai sovrani d'essere anzitutto
uomini? Quale assurdo convincimento può far volere
la distruzione delle nostre Anime?
Sono cormorani ciechi, adirati verso questa brezza
leggera. Fiori costruiti ad arte per sola apparenza.
Lamiere percosse, nel mondo dei miseri, per
simularne il roboante tuono. Labbra viscose che,
perfide, baciano le nostre ali stese. Rovi che ci
lacerano le vesti, convinti d'essere arrendevoli...
Nembi colmi di pioggia che mirano, esultanti, a
frantumarci l'Anima.
Essi, forbiti come i sacerdoti del tempio,
soppesano, cercando lo spiraglio per arrivarci al
cuore. Ci affiancano per proteggersi dalla
sorte, e se scrutati ci confondono in lusinghe di trionfo.
Piangono per insinuarsi meglio e esecrano lo stesso
male che traspaiono. Accennano un inchino per
adulare il nostro coraggio, ma solo per vedere se il
nostro grano è già maturo per l'affilata falce.
Potessimo peregrinare tra le grettezze dei loro
cuori, incontreremmo solo uomini saccenti esenti di
sapienza. Se ciò accedesse saremmo squarciati a poco
a poco, di volta in volta, di passo in passo, di
onda in onda, di vita in vita.
Stanchi di questa danza su questo suolo ci affidiamo
in completo abbandono risanati di tanta stanchezza,
di tanto cercare.
Ci ritroviamo nel cuore le cose
smarrite, a pensare di non essere soli, a volare in
cieli infiniti. Qual è dunque il segreto di questa
danza capace di tanto mutare, di tanto invertire?
Nel nome di ciò che siamo ci hai regalato la tua
presenza ... Nel nome di ciò che siamo ci hai
regalato la tua essenza. Noi in questi attimi,
confortatori confortati, noi in questi attimi
delicatamente rincuorati. Nel sogno che faremo ci porremo
esuli dal consenso, e, muovendo verso il cielo,
nostra meta di quiete, ne spiccheremo il volo.
In quest'impari lotta, perseguiamo nella
nostra condotta, senza cedere né alla lusinga né al
compromesso; rimaniamo torri, edificate con malta di
misericordiosa fermezza. Nella sconfitta, tale sarà
da altri giudicata, ammantiamoci di serenità, poiché
così, stranezza, avremo nella nostra vita guadato
alcune tra le più pericolose acque.
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