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mpedimento
invisibile ai più, è confine, è limite nella stessa
luce. Par quasi che l'ombra vivendo di suo
s'inerpichi tremula, ammutolita ai limiti del bosco,
lasciando spazio all'arbore.
Ne percepisco il movimento e genufletto il mio
ginocchio innanzi ad ella. Apparentemente folle.
Apro la mia mente a bagliori divini, a stella oppur
a cometa d'annunzio.
Attendo trepido finché quella luce di scampata
agonia, imprevedibile riappare; e lì la vedo,
immensa, brillar di luce propria.
Improvvisamente ferma, definitiva.
Privilegio della prospettiva e disinganno, infine
comprendo. Altri volti prostrati nella terra...
m'alzo, impacciato controllo intorno di me, mentre
tra le mani quella luce mi ricerca.
Una sciocca lucciola s'è sperduta in questo mar
d'agosto.
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