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opra
le nebbie oltre le quali sono salito, tutte le cose
sono mutate, con penetrante bellezza, con profonda
armonia...
Oh miei graditi castani di bosco, preziosi
anche quando la luna malata s'infrange contro l'onda
piangente mutandosi in rena in precisa alchimia,
siete splendidi questa sera nel
ripararmi il cuore.
Oh, voi, acque silenti che avete lo scopo di
cullare il mio sonno. Dalle vostre labbra non
fluisce voce ma vi tradiscon le palpebre che s'aprono madide
al gemito.
Appaiono, per noi stessi soltanto, come delle farfalle lo stendersi
d'ali, che all'improvviso varcano, del sole, il
bagliore; diffondendo chiarore al fine
d'invitarmi nuovamente ad osare, con rinnovato
ardore, nel fitto del
bosco.
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