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Ovunque tu fossi, oggi, ne riconoscerei l’incedere e
il passo ... L’alito di vento che ti precede.
M’accorgo che il mio sguardo non è diventato il tuo,
ma ha trovato nuova forza alleata in questo suolo,
in questi patimenti d'esuli che ormai ben conosci.
Ti scruto, come si può scrutare il proprio animo,
avanzare lentamente in pacata armonia tra aliti di
venti, nelle gocce di pioggia che s’infrangono sulle
calli e su cime imbiancate da neve sottile di quest'alleanza.
Ovunque tu fossi, oggi, ne riconoscerei l’incedere e
il passo. Finalmente certo che la strada che ti
porta in altri orizzonti, ti riporta nuovamente a
me, poiché in questa terra hai riposto la tua
attenzione, rincuorando e rincuorato, decidendone
equilibrato affidamento.
T'osservo sereno, con la curiosità di chi non
giudica, aprirti varchi tra anime nuove con
mutamento di gesti e argomenti.
La responsabilità, consapevolmente t’appartiene e
con essa la gioia dell’assurgimento e il dolore
della capitolazione.
Ammiro la stessa meticolosa attenzione che riponi
per ogni tessera, dai differenti contorni, per il
completamento del mosaico e percepisci che una sola
disattenzione porterebbe alla violazione dell’animo
in questo suolo, lasciando deserto il tuo cuore.
Ovunque tu fossi e ovunque tu sia,oggi, il tuo passo
non è solo poiché parte di te è la mia ombra
leggera, che ha cessato da tempo d’ascoltare la
conversazione tra i glicini e l’edera dei muri,
conoscendone il canto.
Ovunque tu sia, ovunque sia il tuo cuore, ovunque ti
porti l’incedere in questo tempo, ode a te custode
del tempio ... ode a te dal leone nel deserto. A te,
frangia di questo cielo, buona sorte.
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