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ubi scure sopra di noi, mentre tu modifichi
traiettoria e vela, ascoltando le ragioni del tuo
cuore.
Il mio corpo s'immerge volutamente in queste acque
di silenzio, mentre le tue dita stringono le mie...
Ed a onde questo mare penetra nella mia bocca,
soffocandomi, bruciandomi i polmoni che si dilatano
disperati verso il cuore.
Dita che stringono così forte... verso la tua figura
solo il mio polso s'intravede. Sento la tua voce che
mi culla dal manto dell'acqua, nell'oblio
salace, dove il tempo non c'è; lì vedo il tuo viso
deformarsi in scie così lontane, così vicine.
A tratti il tuo braccio si solleva restituendomi il
respiro, ed io guardo il cielo che guarda verso me.
Ma al ritorno delle nubi, seppur così lontane, io
nuovamente senza te, sognando del cielo, vivendo di
mare. Nuovamente l'abbandono di chi immerge tra
flutti veloci il suo cuore... Il suo cuore fatto
mani. T'inseguo nella mente, Grido forte il tuo
nome.
Adesso ch'io conosco l'abnegazione del tuo mare e
l'amore del tuo cielo... Che vedo, in questa nuova
ragione, la tua figura divenire prigioniera di
due mondi... Ti prego... Mia dama di cielo, mia dama
di mare... Ti prego...
In quest'incantamento dove un uomo può non
distinguersi da Dio, guarda verso il cielo e
lasciami cadere. In queste acque lasciami morire...
Questo è il mio dono. Distendi le
tue dita... Amandoti più della mia stessa
vita.
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