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more. Così chiamiamo indistintamente tutti coloro ai
quali accordiamo di lenirci e consolarci il cuore.
Percepisco la tua attenzione nell'ascoltare i miei
pensieri fatti voce, e vedo i tuoi sguardi,
apparentemente immoti, incrociare i miei; colmandoti
le labbra di domande alle quali io già risposi, o
altre alle quali io mai darò risposta poiché
accessoria.
Giacché esiste una nota "soglia di dolore"
individuale, ove chi s'avvicina reagisce in modo
soggettivo ricevendo spasimo o molestia, altrettanto
legittimata è l'esistenza di una "soglia dell'amore"
alla quale giunti, noi tutti ci chiediamo come gli
altri ci sappiano amare; sapendo sin d'ora in
assoluto come noi ci riveliamo nell'opera dello
struggimento, il quale se gettato, orribilmente ne
soccombiamo.
Ebbene... Io mi chiedo come tu sai amarmi. Se un
vento leggero può aprirti le ali e ti basti la
buriana per planare, oppure, se attendi la furia
della tempesta per alzarti nel tuo volo. Se il
semplice vortice t'inebri l'anima, o si
smarrisce solo se sospinta ai limiti della tua
ragione.
Nel mio trasalimento, chi sei tu che più volte
amasti riamata? Come riconosci in questo deserto
così facilmente l'acqua? Rabdomante o, viceversa,
favorita dalla sorte?
Eppure nel mio tempo l'amore che donavo,
incondizionato e assoluto è stato frainteso per
pozzanghera d'acqua al limitar del mare. Peggio
quando inconsistente veniva percepito come affluente
alle ali di quell'oceano che è infinito d'azzurro.
Io ti chiedo: non chiamarmi "Amore"; non darmi
sostegno nel bisogno; non consolarmi il pianto; non
lenire il mio dolore. Quando paio svanito o assente,
in quell'istante ti mostro il mio frantume di sensi
e di coscienza. In quell'esatto punto fido d'essere
riconosciuto e non disperso al dopo.
In non guerreggio per nessuno che non mi professi la
sua fede, e nessuno di questi deve combattere al mio
fianco. Dacché se è dichiarata fede, espressa
congiunzione è stessa sorte... Vita o d'entrambi
morte.
"Amore". Così io chiamo tutti coloro i quali
identificano questa traiettoria e volo, ponendosi
sicuri nella balta esigua del mio ardore, prima
d'entrare autorizzati nella vastità del mio cuore.
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